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Il territorio comunale di Castel San Lorenzo è compreso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Per questo vi si trovano molti boschi: il Bosco Infitina, caratterizzato da macchia mediterranea e occupante una superficie di 3 ettari; il Bosco Scanni Rossi costituito da 1 ettaro di macchia mediterranea; il Bosco Zembrone costituito da 1 ettaro di macchia mediterranea; il Bosco Laurenti con 5 ettari di castagno; e il Bosco Foresta con 3 ettari di castagno. La fauna è caratterizzata dalla presenza del cinghiale, della volpe e del fagiano.
Dalle pendici del Monte Cervati nasce il Fiume Calore che attraversa il territorio di molti comuni del comprensorio. Il suo corso, fino a Roccadaspide, è tortuoso e spettacolare e per questo vi si svolgono anche campionati di canoa. Diventa successivamente più lento e regolare, ed infine si immette nel fiume Sele dopo circa 63 Km di percorso. La vegetazione spondale varia, passando dalla macchia mediterranea nei pressi della foce, con attraversamenti di boschi, fino ai canneti in prossimità dell'immissione nel Sele. In alcuni punti il fiume è ricco di trote che, nelle sue acque fredde e tortuose, trovano un habitat ideale.
(Citare la fonte).
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Nonostante il semplice allestimento, dovuto al poco spazio disponibile della sede (25 metri quadrati all'interno della Scuola Media Statale di Castel S. Lorenzo), il Museo descrive in maniera approfondita le umili abitudini delle popolazioni locali, attraverso lesposizione di suppellettili e di vari untensili della vita domestica e familiare. Racconta poi il lavoro dei campi mediante una rassegna di attrezzi per la semina, la raccolta, il trasporto di prodotti agricoli. Lo scopo del Museo non è soltanto quello di raccogliere ordinatamente gli oggetti del mondo rurale ma, soprattutto, avvicinare i giovani alle loro tradizioni. Il museo è sito in Via Generale Tommasini n° 2, l'ingresso è gratuito ed è aperto tutto l'anno.
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Costruito tra il 1272 e il 1337, è attualmente in fase di restauro.
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Costruita tra il 1700 e il 1750, custodisce tele attribuibili a pittori napoletani del 1700.
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Eretta nel 1100, nel centro storico di Castel San Lorenzo, è in stile romanico, con un'unica navata. Custodisce tele attribuibili ad artisti del 1700.
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Costruita nel 1100, si trova nelle campagne di Castel San Lorenzo. Viene aperta al culto il 15 agosto, il giorno della festa dell'Assunta.
Sicuramente l' orgoglio della maggior parte dei paesi dell' entroterra cilentano è rappresentato dai prodotti tipici che sono soprattutto di natura gastronomica. Questi prodotti hanno origini antichissime e la maggior parte di essi è legata quindi, alla coltivazione della terra e
all'allevamento in generale. Anche a Castel San Lorenzo fortunatamente, l' uomo non ha dimenticato le proprie origini contadine ed ha mantenuto alto il valore delle tradizioni delle passate generazioni.
E' per questo motivo infatti che attualmente si possono vantare produzioni di qualità per quanto riguarda il vino, l' olio e gli insaccati.
Gli appuntamenti della vendemmia, della raccolta delle olive e dell' uccisione del maiale rappresentano non solo un momento di guadagno per gli interessati ma anche un incontro con le tradizioni che devono essere tramandate alle nuove generazioni. Immerso nel suggestivo ed incontaminato territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, incastonato fra le colline del Calore Salernitano e i Monti Alburni.
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La denominazione di origine controllata Castel San Lorenzo si estende interamente nei territori dei comuni di Castel San Lorenzo, Felitto e Bellosguardo e in parte dei comuni di Aquara, Castelcivita, Roccadaspide, Magliano Vetere e Ottati (guarda la cartina).
Le condizioni pedoclimatiche hanno reso queste zone adatte alla coltivazione della vite da tempi remoti e il disciplinare ne tutela le specificità colturali e ampelografiche preesistenti.
I vini prodotti con la denominazione la DOC Castel San Lorenzo sono il Barbera, il Rosso, il Bianco,
il Rosato e il Moscato, nelle versioni Spumante e Lambiccato, derivato da tradizionali sistemi di vinificazione. Le rese massime in vigna sono di 100 quintali per ettaro per i Rossi, i Rosati e la Barbera e di 120 per i Bianchi. E' consentita la dicitura riserva per il vino Barbera, dopo un sufficiente periodo di invecchiamento in legno e un grado alcolico di almeno 11,50.
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